Noi saremo fin troppo scaramantici, e su questo ci sono pochi, pochissimi dubbi, ma l’approccio che gli inglesi hanno avuto nei confronti della finale (e più in generale dell’Europeo) è una delle chiavi di lettura della sconfitta della Nazionale dei Tre Leoni e del conseguente trionfo azzurro. A cominciare da quel ritornello “It’s coming home” (letteralmente “sta tornando a casa”) che ha finito per mettere pressione ai calciatori inglesi e caricare a molla la voglia di rivalsa degli Azzurri, soli contro tutti in un Wembley interamente colorato di bianco. Poi sono in tanti, tra politici, tifosi e addetti ai lavori, ad aver insistito un po’ troppo sulla vittoria degli Europei….



  • BORIS JOHNSON
    Il primo a sfidare le leggi dello sport (e del merito) è stato il primo ministro Boris Johnson, Campione (si fa per dire) della Brexit e -per un contrappasso quasi dantesco- protagonista anche della sconfitta calcistica della sua Inghilterra. E così tra sicuri proclami di vittoria, l’apertura forse sconsiderata di Wembley per spingere i Tre Leoni alla vittoria e, soprattutto, la proclamazione della festa nazionale il giorno dopo la finale, il Primo Ministro è uscito sconfitto su tutta la linea. Queste le sue parole il giorno prima della finale:

Domenica alle 20:00 è un momento difficile per le famiglie per pianificare di stare insieme per l’evento – sapere che abbiamo un giorno libero in più il giorno successivo sarebbe di grande aiuto. Inoltre, va festeggiata una vittoria storica. Ci si aspetterebbe che la squadra vincitrice sfili con il trofeo e un giorno festivosarebbe il momento perfetto per farlo. Gli inglesi vorranno naturalmente continuare a godersi la vittoria, dando al settore della vendita al dettaglio e del tempo libero un’opportunità tanto necessaria per recuperare i mancati guadagni

Ieri però a Londra di festa non se n’è vista. Anzi no, c’è stata quella dei 300mila italiani nella capitale britannica…


  • RIO FERDINAND
    L’ex stella della Nazionale inglese, pochi giorni prima della finale, non sembrava prestare troppa attenzione alla possibile avversaria dell’Inghilterra, sicuro com’era di avere il trofeo già in tasca:

All’Inghilterra non importava chi potesse uscire vincitore tra Italia e Spagna, perché credo che sia nettamente superiore a entrambe

Touché…

  • GARY NEVILLE
    Anche la bandiera del Manchester United ha snobbato l’Italia, ma fin dall’inizio dell’Europeo:

L’Italia sta facendo il massimo, ma sento che non saranno all’altezza. Ci stanno mettendo passione, ma voglio vederli quando affronteranno una squadra più forte

Grazie della benedizione, Gary!

  • HARRY KANE
    Last but not least, come direbbero loro, il Capitano dei Tre Leoni Harry Kane, bandiera del Tottenham ancora a secco di trofei nonostante le valanghe di gol messe a segno negli ultimi anni, sentiva l’Europeo già in bacheca:

Non c’è posto migliore di Wembley per vincere il nostro secondo trofeo. 

Tutto vero caro Harry: è stato bellissimo. Per noi, però!