Luther Blisset è sicuro: in Italia c’è un grosso problema che riguarda il razzismo. Le polemiche sul campo e quelle sui giornali dell’ultimo periodo non hanno fatto altro che porre l’accento su un tema forse non sempre trattato con la dovuta attenzione.

L’affondo dell’ex

Blisset, che ha militato nel Milan nella stagione 1983-84 (conclusa con 30 presenze e 5 gol), ha commentato con sdegno il titolo del Corriere dello Sport che ha sollevato un vespaio di polemiche:

E’ incredibile pensare che un giornale possa fare una cosa simile nel 2019. Mi tornano in mente i titoli dei primi anni ’80.  Dopo così tanti episodi in questa stagione, bisogna essere d’accordo sul fatto che c’è un problema culturale in Italia e per questo sono refrattari all’istruzione e al cambiamento

Tifosi razzisti?

L’affondo di Blisset continua; l’ex nazionale inglese denuncia i tanti casi di razzismo registrati quest’anno negli stadi italiani, dagli ululati riservati a Lukaku a Cagliari, fino al caso Balotelli di Verona:

Un gran numero di fans considera ancora i giocatori neri come inferiori, la situazione è ridicola. I giocatori neri sono quasi ritenuti responsabili se poi reagiscono agli abusi dei tifosi. E’ una situazione assurda

“Bisogna intervenire”

Sulla possibile soluzione necessaria per stroncare il fenomeno del razzismo, Blisset traccia un parallelo con Calciopoli quando, era il 2006, il calcio italiano ha dovuto necessariamente azzerare i propri vertici e voltare pagina:

Hanno affrontato la corruzione nel calcio italiano in modo molto forte, ma in termini di razzismo, a parte l’Inter di recente, dove abbiamo visto interventi? Ci vorrà un intervento drammatico per affrontare questo problema a tutti i livelli nella società italiana e vedere se poi le persone penseranno di nuovo alle loro azioni quando si tratta di calcio “

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