Napoli ha da 36 anni un patrimonio inestimabile e dal valore morale molto simile al tesoro si San Gennaro. Si chiama Diego Armando Maradona. Sì, da quando il “barrillete cosmico” è atterrato ai piedi del Vesuvio in quell’afoso 4 luglio 1984, la città e la squadra sono diventate più ricche. L’arrivo del più grande calciatore della storia è stata un’attrazione planetaria, calcistica ed economica. Le aziende più importanti vollero associare il loro nome a quelli di Diego e del Napoli, parimenti le testate giornalistiche di tutto il mondo si interessarono alla squadra del presidente Ferlaino ed i quotidiani nazionali aprirono addirittura nuove redazioni, lì dove c’era soltanto un corrispondente a scrivere i pezzi sul Napoli.

Ispirazione per tutti

Ma Maradona è stato un patrimonio anche tecnico, perchè tanti ragazzi hanno cominciato a studiarlo per provare ad imitarlo. Il primo fu Gianfranco Zola. “Non sarei stato lo stesso calciatore se non mi fossi allenato con Maradona. Dico sul serio, mi ha influenzato così tanto in ogni singolo aspetto del mio modo di fare calcio che, se non mi fossi allenato giorno dopo giorno con lui e se non ci avessi giocato insieme, sarei stato un altro Gianfranco Zola”, fu questa la confessione di Magic Box al quotidiano La Nuova Sardegna, come testimonianza che lui fu il primo ad essere influenzato positivamente dal genio di Diego. E da quel momento in avanti, tantissimi ragazzi ci hanno provato, soprattutto quelli che tecnicamente ricalcano le sembianze di Diego. Nel Napoli ce ne sono due che, sarà un caso, ma subito dopo la morte del Fenomeno (il 25 novembre), sembrano essere stati ispirati verso l’esecuzione di gesti tecnici molto simili a quelli del loro grande ispiratore. Soprattutto nella sfida contro la Roma, il 29 novembre scorso, che era imbattuta in campionato da 16 partite, il Napoli ha trovato nell’energia di Insigne e Politano una nuova linfa per venire fuori da un periodo un po’ controverso.

Analogie speciali

Maradona era alto 1 metro e 67 centimetri, Politano è 1,71, mentre Insigne è addirittura più piccolo con il suo metro e 63 centimetri. Ma proprio il Magnifico contro la Roma ha cercato l’imitazione del suo idolo, realizzando contro la Roma una punizione di quelle che tanto somigliavano a quelle del Pibe; Politano fece addirittura di più, con uno slalom tra birilli giallorossi e gol segnato sull’uscita del portiere della Roma, anch’egli scartato in maniera secca. Insigne e Politano rappresentano nel Napoli di Gattuso due frecce letali, due attaccanti che stanno permettendo alla squadra azzurra di essere in alto nella classifica di Serie A al punto da immaginare che, di fronte ad una eventuale défaillance di Juventus e Inter, possa anche puntare alla conquista dello scudetto, al pari di Milan, Roma e Lazio. Insigne e Politano, due ragazzi che certamente stanno assorbendo in questi giorni ancora di più la magia del calcio irripetibile di Maradona. Un grande Fenomeno, che potrebbe diventare un ottimo esempio per tante generazioni di ragazzi che puntano a diventare calciatori professioni e che sognano, addirittura, di essere come il Divino Diego.