Questo Europeo che fino all’ultimo minuto della fase a gironi è riuscito a regalarci spettacolo e sorprese, ora ha definito veramente la sua strada. E a guardare il tabellone viene davvero il pensiero che per la splendente Italia di Mancini sarebbe forse stato meglio chiudere il raggruppamento al secondo posto, visto che da una parte – la nostra parte – vi sono concentrate almeno cinque big. Mentre dall’altra l’atavico duello fra Inghilterra e Germania arriva subito agli ottavi, ma per la vincente potrebbe spalancarsi un’autostrada che porta dritta in finale. Forse, perché se abbiamo imparato una cosa da questi Campionati d’Europa è che fare i conti sulla carta rischia di essere tempo perso.

Il possibile percorso dell’Italia

Agli Azzurri non è andato malissimo il primo abbinamento. Incontrare l’Austria vuol dire proseguire su di un percorso di progressivo aumento delle difficoltà senza vedere la strada impennarsi improvvisamente, però la fluida Nazionale di Alaba e compagni è una squadra evoluta tatticamente e piena di giocatori dal rango comprovato in uno scenario di assoluto livello come la Bundesliga. Ci sarà da correre, ci sarà da stare attenti e ci sarà da fronteggiare un avversario, che con ogni probabilità, metterà sul campo un’intensità e una spavalderia superiori a quelle mostrate da Turchia, Svizzera e Galles. Uno step di difficoltà in più ma niente di terrificante, mentre quello che si spera possa arrivare dopo catapulterebbe l’Italia in una dimensione ben più grande.
L’eventuale quarto di finale, da giocare una settimana dopo e con il vantaggio di un giorno in più di recupero, sarebbe con la vincente di Belgio-Portogallo. Un abbinamento tutt’altro che fortunato per i Diavoli Rossi che nonostante abbiano dominato il Gruppo B si ritrovano a incrociare la banda del capocannoniere Cristiano Ronaldo, ovvero una Nazionale che per quantità e qualità di risorse è stata indicata come una potenziale vincitrice ma che è uscita decisamente impaurita dal girone di ferro, qualificandosi come terza. Il Belgio arriva con le roboanti sicurezze date dal suo gioco – che per modernità, sincronismo e vocazione offensiva è (assieme al nostro!) il migliore visto nella prima fase – e da quei campioni che progressivamente si sono aggiunti alla galleria di opere d’arte di Roberto Martinez: partendo dal totem offensivo Lukaku, passando dall’estetica tagliente di De Bruyne e dalla lucidità di un Witsel recuperato, fino ad arrivare alla voglia di riemergere dall’inferno di Eden Hazard o a un comprimario di lusso come Yannick Carrasco.
Di fronte avrà un Portogallo che segna tanto e concede altrettanto, una squadra con poco equilibrio, con una difficoltà acclarata (e inaspettata) nell’imporsi in tema di gestione della partita ma con l’eterno re del gol e una batteria di talenti, se volete incostanti e imprevedibili, ma sempre potenzialmente con il colpo in canna. Il Belgio è favorito, ma sarà una partita che si deciderà sulle due trequarti, e l’impressione è quella che vedremo tante occasioni da gol.
Gol che la Spagna ha trovato all’improvviso, sommergendo una Slovacchia clamorosamente scioltasi ad un passo dal grande traguardo e stappandosi nel momento in cui si è cominciato a fare sul serio. Il 5-0 servito dalla Roja non è però bastato a Luis Enrique per vincere il girone e così è finito anche lui dalla parte più calda, dove lo attende una Croazia un po’ più impolverata (e soprattutto spuntata) rispetto a quella capace di arrivare in finale nell’ultimo Mondiale ma ancora retta da un inarrivabile magister elegantiarum come Luka Modric e dalla verve di un Ivan Perisic costantemente ficcante e decisivo nelle prime tre uscite. Si prevede una partita in cui la prima grande lotta sarà quella per il possesso palla, e chi dovesse cederlo potrebbe andare in sofferenza perché non sono squadre molto a proprio agio se non possono definire i ritmi della partita.
Qualità, in ogni caso, ne vedremo parecchia. Quella qualità che aspettiamo ancora di vedere esprimersi pienamente dalla favorita d’obbligo, ovvero una Francia che pur vincendo una sola partita su tre (su autorete, contro la Germania) ha chiuso al comando il gruppo più complicato e avrà di fronte una Svizzera che per quel che abbiamo visto non può farle molta paura. Ma è ormai abbastanza chiaro che il primo avversario dei francesi sono proprio loro stessi. La rosa di Deschamps è la più forte in assoluto, ha anche ritrovato a pieno Benzema, ha Mbappé ovvero il giocatore più veloce e disequilibrante del lotto e ha presentato un Pogba finalmente imperioso. Però l’impressione latente è che questa acclamata grandeur unita a uno spogliatoio non propriamente di cemento armato possano essere nei momenti di difficoltà fattori limitanti. Lo vedremo presto, perché una metà di tabellone che fa presagire la possibilità di quarti di finale come Italia-Belgio/Portogallo e Spagna-Francia non lascerà molto spazio alle sensazioni ma ci presenterà immediatamente tanti fatti.

La grande occasione dell’Inghilterra

Dall’altra parte, è tutto molto diverso e ruota principalmente attorno all’ennesimo capitolo di una delle rivalità più grandi e totali del calcio mondiale: Inghilterra-Germania, ennesimo atto, martedì 29 giugno alle ore diciotto sotto l’arco di Wembley. Erano molti anni che gli inglesi non arrivavano a un confronto con gli atavici nemici con i gradi di favoriti. La Nazionale di Joachim Low ha rischiato enormemente l’imbarazzo dell’eliminazione nella folle e tempestosa serata di Monaco di Baviera contro l’Ungheria, se l’è cavata in qualche modo ed è riuscita persino a prendere il secondo posto. Però al di là del peso specifico di diversi giocatori che per dna e abitudine vincente non sono mai battuti finché la partita non è finita, l’impressione è che i limiti soprattutto difensivi dell’ultima creatura di Joachim Low possano essere troppo importanti. Anche se poi va ancora capito cosa sia realmente quest’Inghilterra, che nel girone ha fondamentalmente passeggiato nel proprio giardino facendo sette punti in tre partite con due soli gol segnati (entrambi da Sterling) e nessuno subito. Ma quella di Southgate non può essere inquadrata come una squadra marmorea che piega a sé la partita gestendola e colpendo con cinismo. È una giostra con una potenza di fuoco offensiva ancora inespressa e con un equilibrio che al primo impatto con un grande avversario potrebbe rivelarsi un po’ più fragile del previsto. Sarà un ottavo di finale piuttosto enigmatico, ma riuscire a risolvere questo rebus vorrebbe dire lanciarsi già sul rettilineo del traguardo.
Per la vincente di Inghilterra-Germania ci sarà quella del confronto più strambo di tutti, ovvero uno Svezia-Ucraina che da una parte vedrà la praticità convinta e sorprendentemente molto produttiva degli scandinavi (con un recuperato Kulusevski) opposta alla squadra di Sheva che ha futuro e ha anche un comparto offensivo efficace, ma dietro balla troppo e soprattutto non pare ancora matura per poter sognare di fare tanta strada.
Chi invece può farne è l’Olanda del bistrattato De Boer, che ha respinto i proiettili delle critiche che hanno caratterizzato il suo avvicinamento all’Europeo e che ora ha sempre più sete di rivincita. Nella sua squadra, non tanto per quelle questioni tattiche così dibattute durante l’avvicinamento, quanto perché Depay e Dumfries sono arrivati molto caldi e soprattutto il tandem De Jong-Wijnaldum in mezzo al campo garantisce un controllo e una capacità di agitare la partita che pochi altri possono vantare. Gli Orange affronteranno subito la Repubblica Ceca in una partita dove particolare influenza l’avranno i duelli sugli esterni, mentre in caso di passaggio del turno se la vedrebbero o con il Galles o con la vera storia da romanzo di questo Europeo. Quella Danimarca che dal terrore ha tratto una forza interiore incredibile e ha strappato, risalendo una corrente impetuosa ma spinta dal sostegno di tutto il popolo del calcio, un passaggio di turno che sa di sogno arrivato a scacciare l’incubo. E occhio, perché la storia ci insegna che abbinare le parole “sogno” ed “Europeo” in Danimarca ha un significato e un ricordo ben preciso…non so se le impervie e spettacolari evoluzioni di questo torneo ci potranno addirittura portare una cosa del genere, ma mi pare di poter dire con ragionevole certezza che fin qui ci siamo divertiti parecchio, e il bello sta per arrivare.