Il ruolo del capitano secondo Ferguson risultava fondamentale per una ragione diversa da quella che ci aspetteremmo: chi porta la fascia al braccio deve possedere personalità e trascinare i compagni alla vittoria, ma per Sir Alex non era questo che importava…

L’umiltà di Gary

È stato Gary Neville a rivelare il motivo per il quale Ferguson lo scelse come capitano del Manchester United dopo Roy Keane, un ruolo che l’ex terzino non si sentiva all’altezza di ricoprire:

Io ho avuto come capitano Roy Keane per 10 anni e Roy se n’è andato all’improvviso e inaspettatamente a stagione già iniziata. È stato uno shock enorme e non era possibile trovare un altro Roy. Ho lavorato con lui, con Bryan Robson e con Steve Bruce ed erano tutti personaggi speciali, con parecchia influenza sullo spogliatoio. E io non potevo essere Roy, non ho lo stesso carattere. Volevo essere me stesso, ero rappresentante dei calciatori da quando avevo 23 anni, credevo nel valore di una squadra che fa gruppo.

Scelta obbligata

La vera ragione che spinse Sir Alex a consegnare la fascia a Neville non fu il suo carisma, dote che il buon Gary non possedeva, bensì quella di evitare che si scatenassero invidie e malumori all’interno dello spogliatoio:

Sono andato a parlare con Sir Alex durante la preparazione, avevamo una squadra piena di grandissimi giocatori con tantissima personalità. E gli ho detto che non mi sentivo degno di essere capitano. Lui mi ha risposto: ‘Tieniti quella c***o di fascia figliolo, tu e Giggs sarete capitani a rotazione. Se la do a Cristiano Ronaldo, Rooney si arrabbia, se la do a Vidic si arrabbia Ferdinand’. Era una questione di cameratismo, noi eravamo la polizia dello spogliatoio, facevamo in modo che le cose andassero bene. Ma io a quel livello non mi sentivo degno