Il calcio italiano degli anni ’90 era così ricco di talento, specie in attacco, che capitava spesso e volentieri che alcuni grandi bomber trascorressero l’intera carriera in provincia, a dispetto delle tante reti messe a segno di stagione in stagione. E’ capitato così, tra gli altri, anche ad Igor Protti, un grandissimo del nostro calcio, salito alla ribalta nel Bari di Fascetti (ricordate il famoso ‘trenino’ con cui celebrava ogni gol?) e legatosi a doppio filo a Livorno e al Livorno, con cui ha conquistato la doppia promozione dalla serie C1 alla A. Il suo talento, se si eccettua una stagione giocata con la maglia della Lazio nel 1996/97, è quasi sempre rimasto confinato in provincia, eppure le cose -nel corso della sua carriera- sarebbero potute andare diversamente



“Ad un passo dall’Inter, ma…”

Eppure una grande squadra è stata ad un passo dall’ingaggio di Protti. E non esattamente una squadra qualsiasi: stiamo parlando dell’Inter di Massimo Moratti che, dopo la sua grande stagione a Bari in cui si laureò anche capocannoniere, aveva deciso di puntare su di lui in sostituzione di Zamorano. A raccontarlo è lo stesso Protti ai microfoni di SuperNews:

E’ vero, ero molto vicino all’Inter: avevamo raggiunto un accordo, ma il contratto sarebbe stato depositato solo dopo la cessione di Zamorano, che in quella stagione non aveva fatto benissimo. La sua cessione non avvenne. Zamorano restò all’Inter, così io andai alla Lazio

Uno sliding doors che ha indirizzato la carriera di Protti verso la Provincia, di cui poi si è confermato uno dei re indiscussi. Ritiratosi dal calcio nel 2005, a 38 anni, lo Zar ha scritto il suo nome nella storia del calcio italiano essendo il solo calciatore (insieme a Dario Hübner) ad aver vinto il titolo di Capocannoniere in Serie A, Serie B e Serie C.