Henrikh Mkhitaryan è il giocatore più forte che io abbia mai allenato” Parola di colui che ha scoperto e poi lanciato l’armeno nel grande calcio, Mircea Lucescu: fu lui a portarlo allo Shakthar nel 2010 e farlo crescere in Ucraina per tre stagioni.

Tanti campioni con Lucescu

E dire che Lucescu, nei suoi 40 anni di carriera, di campioni ne ha visti passare parecchi: Douglas Costa, Fernardinho e Willian, tanto per restare in orbita Shakthar. Eppure l’ex tecnico di Inter e Brescia non ha dubbi:

Henrikh è speciale: quando parte in campo aperto è impossibile fermarlo. Ricordo che lo segnalai al presidente dello Shakthar già nel 2009 quando ancora giocava in Armenia, ma ce lo soffiò il Metalurg. L’anno successivo ci eliminò dalla coppa d’Ucraina e tornai dal presidente per dirgli di prenderlo. Tempo due mesi e si allenava con noi

Trequarti di talento

Ma in che ruolo si esprime al meglio Mkhitaryan? Parola a Lucescu:

E’ un trequartista: all’inizio giocava da 8, poi l’ho messo dietro le punte e ha segnato 25 gol. E’ un rifinitore che ama gli spazi aperti. La serie A ha trovato un campione: peccato solo per gli infortuni.

Poliglotta e fan di Albano

Di lui, prima dello sbarco nella capitale, ci si ricordava in Italia soprattutto per l’ingaggio di Albano come guest star del suo matrimonio. Una passione, quella per la musica italiana, che sta facilitando l’inserimento dell’armeno nello spogliatoio gialorosso, come conferma Lucescu:

Henrikh parla 6 lingue ed è uno che fa gruppo. Pur di sacrificarsi per la squadra è disposto a fare di tutto, come quando fece anche il terzino nello United di Mourinho…