In campo illuminava col pallone tra i piedi, ma Zinedine Zidane aveva anche un lato oscuro, almeno secondo il suo ex compagno, Edwin Van Der Sar…

‘Nu jeans e ‘na maglietta

L’ex portiere olandese, compagno di Zizou ai tempi della Juventus, descrive così il francese, svelando un particolare inedito sul suo carattere:

Non parlava molto. Era difficile comunicarci perchè non parlava bene l’inglese e usava solo il francese o l’italiano. Però quando toccava il pallone, come lo calciava e come si metteva in campo… Una volta è venuto all’allenamento con una FIAT, con i jeans, una maglietta bianca della Levi’s e delle Adidas bianche. Una cosa totalmente diversa rispetto agli altri giocatori, che arrivavano in Ferrari e vestiti di Dolce & Gabbana e Versace. Ovviamente aveva anche un lato oscuro e l’ho visto beccarsi qualche cartellino rosso per questo, ma era una cosa splendida con il pallone tra i piedi. Senza…non era poi così elegante.

Errori e rimpianti

Van Der Sar ricorda con amarezza l’esperienza alla Juve e ammette le proprie colpe per il fallimento in bianconero:

Avevo diverse opzioni, ho parlato prima con il Liverpool. Pensavo che l’Inghilterra fosse un po’ troppo simile all’Olanda, volevo una sfida diversa. La Juventus era molto importante, all’epoca il Liverpool non era al top. Le conversazioni sono state positive, mi hanno detto che volevano giocare come l’Ajax costruendo da dietro. Ma questo alla fine non è successo. Il modo di allenarsi e giocare era molto diverso a quello a cui ero abituato. Quando mi avvicinavo a un compagno, lui non sapeva cosa fare e lanciava il pallone. ‘Edwin, giocalo lungo quel pallone, qui non costruiamo da dietro’, mi dicevano. E quello era esattamente il mio punto forte, essere coinvolto nel gioco. Questa situazione ha minato la mia fiducia. È colpa mia, ho fatto troppi errori. Non ero me stesso.