Aurelio De Laurentiis ha iniziato già da tempo le grandi manovre per la prossima stagione, a cominciare dall’assegnazione dei diritti tv, che permetteranno ai club di godere di un robusto anticipo da parte delle pay per view. Nel frattempo il patron è diviso tra l’andamento di questa annata, alla quale chiede l’approdo alla Champions League, e la programmazione della prossima. Bisogna immaginare in futuro un Napoli quasi totalmente rifondato, a cominciare dalla panchina, per poi passare anche alla revisione dell’organico eccessivamente costoso di oggi: il monte ingaggi supera i 110 milioni annui. E’ il quarto nella graduatoria della serie A, al quale però non corrisponde al momento una identica posizione in classifica della squadra. 

Strategia per il futuro 

Per questa ragione De Laurentiis sta scrivendo la strategia per mettere a punto una formazione giovane e comunque competitiva, con un allenatore di qualità e, novità assoluta, anche un direttore tecnico che abbia una lunga esperienza di campo. I nomi per il ruolo di dt, al momento, sono due: Rafa Benitez ed Ariedo Braida. L’allenatore spagnolo gli ha chiesto di aspettare, perché non è ancora convinto di abbandonare la panchina per vestire solo i panni di manager, mentre l’ex dirigente di Milan e Barcellona sarebbe felice di rivestire quella carica all’interno del club azzurro. Per quanto riguarda la figura del coach, dipenderà tutto dalla posizione che avrà il Napoli in classifica a fine campionato. Se dovesse riuscire a centrare uno dei quattro posti che permettono l’accesso alla fase a gironi di Champions League, il nome sul quale don Aurelio vorrebbe puntare è quello del portoghese Fonseca. 

Fonseca, altrimenti scatta l’opzione 2

Lo apprezza da tempi non sospetti, fin da quando con lo Shakhtar mise in difficoltà il Napoli allenato da Maurizio Sarri: la sconfitta subita nella gara di andata nei gironi di Champions, condannò gli azzurri all’eliminazione. Fonseca accetterebbe la destinazione, perché lo stato dell’arte racconta che solo una tra Roma e Napoli potrà partecipare alla prossima edizione della più importante competizione continentale. Se, invece, il Napoli non riuscisse nell’obiettivo che il patron azzurro si è prefissato quest’anno, allora scatterebbe l’opzione 2: affidare la rosa ad un allenatore giovane, più o meno esperto. Il più esperto di tutti potrebbe essere Ivan Juric, che ha nettamente battuto il Napoli quest’anno nel match di Verona, oppure Roberto De Zerbi, che sta facendo un lavoro molto interessante al Sassuolo. Ma il nome che maggiormente incuriosisce De Laurentiis è quello di Vincenzo Italiano. Lo Spezia gioca in maniera divina, con un organico senza troppe pretese ed all’interno del quale i calciatori ragionano sempre come se fossero più forti dell’avversario che affrontano. Il trainer nato in Germania, tra l’altro, è quello che maggiormente ricorda Maurizio Sarri, anche se pratica un calcio molto più “verticale”. Perché il grande rimpianto di De Laurentiis è sempre è solo lui: l’allenatore di Figline Valdarno è l’unico che ha permesso al Napoli in questi anni di essere per tre stagioni consecutive vicino alla vittoria dello scudetto. Se potesse, don Aurelio certamente lo rivorrebbe alla guida del suo nuovo Napoli.