Lo scorso gennaio, con il Milan reduce dal 5-0 subito a Bergamo contro l’Atalanta e in piena crisi di risultati, Paolo Maldini e Zvone Boban si sono presi un bel rischio a puntare tutto su un quasi 39enne reduce dall’esperienza americana e ormai prossimo all’addio al calcio. Eppure, quel quasi 39enne oggi è il capocannoniere indiscusso della serie A con 10 reti in 6 partite: Zlatan Ibrahimovic è l’assoluto uomo-copertina della nostra serie A. Eppure, fino a qualche mese fa, qualcuno storceva il naso circa sull’affare che avrebbe poi cambiato la stagione del Milan…



“Lo volevamo già un anno fa…”

Eppure Ibra, tornato a Milano lo scorso gennaio, era un obiettivo del Milan già da oltre un anno quando, con Gattuso in panchina, la dirigenza rossonera aveva già preso contatti con il suo entourage:

Ibra era già un’idea dal gennaio precedente. Avevamo parlato con lui e con Mino Raiola. Lui però aveva dato la parola ai Galaxy che se avessero raggiunto un certo risultato sportivo ed economico sarebbe rimasto. Quindi, una volta raggiunto quel risultato, lui ha detto ‘mi dispiace, ne riparliamo’. Naturalmente aveva lasciato aperta una porta



“Che rischio, ma…”

Oggi Ibra è il faro del Milan, dentro e fuori dal campo. Eppure, quando la società rossonera ha ufficializzato il suo ingaggio, in molti erano pronti a scommettere sul fallimento dello svedese, considerato sul viale del tramonto da una parte di tifosi e addetti ai lavori:

Secondo me, Massara e Boban era proprio l’uomo giusto che ci serviva. Però che fosse un rischio era sicuro. Veniva da due anni di MLS. E una cosa completamente diversa. Ma lui stesso quando gli abbiamo proposto 18 mesi di contratto ci ha detto: ‘Facciamo sei mesi perche’ non sono sicuro di cosa vi posso dare’