La carriera di Sir Alex Ferguson è costellata di straordinari trionfi, ma la sua vita nasconde demoni inconfessabili…

Notti brave

Prima di sedere sulla panchina dello United e guidare i Red Devils ad ogni genere di trionfo, Alex Ferguson pensava poco al calcio e assai più al divertimento, mandando su tutte le furie il padre, che arrivò addirittura a non rivolgergli la parola per due anni:

Ho deragliato. Ero sempre in giro. Ho cominciato ad uscire ogni venerdì anche le sere prima delle partite. Mio padre mi diceva ‘Dove vai?’ e io ‘esco, vado a ballare’ e lui ‘ma domani hai la partita’ e io ‘Sono tra le riserve e non significa molto, lo sai’. Così abbiamo litigato quando mi ha detto: ‘fa’ a modo tuo, vediamo cosa succede!’ Così non ci siamo parlati per due anni tra il 1961 e il 1963.

La svolta

Così Alex Ferguson era piombato in un vortice di autodistruzione, finché un giorno, toccato il fondo, decise di risalire:

Poi, una notte sono uscito e mi sono ubriacato. Sono finito in prigione, poi in tribunale e sono stato multato. Ero la pecora nera della famiglia. Mi è sempre rimasto in testa, questo momento. Me ne sono pentito. Con il contesto e l’educazione che avevo dietro le spalle, mi sono arreso.