Un genio assoluto del calcio, oltre che il calciatore bulgaro più forte di tutti i tempi. Hristo Stoichkov, però non ha mai avuto un buon rapporto con l’Italia, visto che proprio alla serie A si deve la sua unica parentesi negativa di una carriera straordinaria (1995/96, con il Parma), e visto che proprio una squadra italiana (il Milan di Capello), gli impedì di bissare il trionfo in Coppa dei Campioni nel 1994. E, infine, fu proprio la Nazionale italiana ad interrompere, durante il Mondiale di Usa 1994, la clamorosa corsa della sua Bulgaria, che si inchinò agli Azzurri di Arrigo Sacchi soltanto in semifinale. E proprio la Coppa del Mondo fu il momento della definitiva consacrazione per il bulgaro, che con sei reti si laureò capocannoniere della manifestazione: un trionfo che, qualche mese dopo, gli avrebbe poi schiuso le porte del Pallone d’Oro, il trofeo destinato al miglior calciatore del mondo…

“Dio è bulgaro, ma lo sapevamo già”

E proprio durante il mondiale americano, Stoichkov se ne uscì con una delle sue frasi più famose, destinata a lasciare un segno nella storia del calcio. Di vittoria in vittoria, la Nazionale bulgara eliminò una dopo l’altra selezioni ben più blasonate: dopo aver sconfitto la Francia all’ultima giornata del girone di qualificazione, in terra americana la Bulgaria eliminò Grecia e Argentina ai gironi, Messico agli ottavi e Germania ai quarti. Un percorso che i telecronisti inviati dalla tv di stato del Paese delle Rose sintetizzarono come un progetto di Dio. E che lo stesso Stoichkov, dopo aver eliminato la Germania con una punizione perfetta, spiegò così:

Se ci fossero mai stati dubbi, quest’oggi lo abbiamo capito un’altra volta: Dio è senz’altro bulgaro!

Una frase che ha scatenato la fantasia e l’orgoglio di un popolo orgoglioso come quello bulgaro, che tutt’ora utilizza l’espressione per sentirsi in qualche modo al centro della storia e del mondo.



“Tratto la palla come mia figlia”

Ma quella di Usa ’94 non è l’unica grande citazione del Campione bulgaro che, a precisa domanda su quale fosse il segreto del proprio talento, spiazzò tutti così:

La mia filosofia è l’amore. Tratto la palla come mia moglie o le mie figlie, ma le dico anche cosa deve fare e dove deve andare. L’amore va sempre guidato, soprattutto nel calcio

Parola di Hristo.