C’è stato un momento, nella storia del calcio, in cui il calcio ungherese era universalmente riconosciuto come il più bello d’Europa: nel dopoguerra, il cosiddetto modulo a M divenne infatti celebre in tutto il mondo grazie alle prodezze di campioni come Puskás, Kocsis e Hidegkuti, primo caso di centravanti arretrato. Una generazione d’oro che, però, non è riuscito a conquistare titoli internazionali: l’epopea della Grande Ungheria si è infatti ferma a due secondi posti ai Mondiali (1938 e 1954) e un terzo poto agli Europei (1964). Oggi l’Ungheria sta provando a ricostruire la propria identità calcistica e, per la seconda volta consecutiva, si è qualificata per la fase finale dell’Europeo che mancava -prima del 2016- dal lontano 1972…

Nel segno di Szoboszlai

Per staccare il pass per gli Europei del 2020 era però necessario passare dal playoff contro l’Islanda, pratica tutt’altro che agevole, visto che i nordici sono stati una delle sorprese della scorsa rassegna continentale. E, in effetti, l’Islanda è passata in vantaggio dopo pochi minuti con Gylfi Sigurdsson. C’è voluta quindi calma e gesso per arrivare alla festa, consumatasi tutta nel finale thriller: prima Nego, di testa, all’87esimo ha siglato il pareggio, quindi il gioiellino Dominik Szoboszlai ha fissato in pieno recupero il gol del sorpasso con una cavalcata tutto campo degna dei suoi avi magiari.

Gruppo impossibile?

Un gruppo ai limiti dell’impossibile, è vero: Francia, Germania e Portogallo, sulla carta, non dovrebbero lasciare nemmeno le briciole alla nazionale magiara, che però ha dalla sua l’entusiasmo della Cenerentola che, più volte, nella storia degli Europei si è rivelato un fattore da non sottovalutare…

Il cittì

C’è un italiano dietro alla rinascita del calcio ungherese: il c.t. dell’Ungheria è infatti italianissimo e si chiama Marco Rossi: qualcuno probabilmente lo ricorderà quando, da calciatore, vestiva negli anni ’90 le maglie di Brescia, Sampdoria (dove fu compagno di squadra dell’attuale c.t. Mancini) e Piacenza, altri invece come allenatore di Spezia e Pro Patria. Ad ogni modo, dopo la ‘gavetta’ in LegaPro, Rossi ha trovato la sua America in riva al Danubio, vincendo il campionato ungherese con l’Honved e conquistando così i gradi per una panchina prestigiosa, quella della Nazionale che fu di Puskás e Béla Guttmann.

Le stelle

La stella più brillante del cielo d’Ungheria purtroppo non ci sarà: Dominik Szoboszlai ha dovuto rinunciare alla convocazione a causa di un infortunio all’inguine che lo tormenta addirittura da gennaio. Senza di lui toccherà all’attaccante Ádám Szalai (che gioca nel Magonza) far sognare i tifosi magiari: attenzione però anche al senso del gol di un difensore come Willi Orban, più volte decisivo su palla inattiva.

La probabile formazione

Ungheria (3-5-2): Gulacsi; Lang, Orban, Attila Szalai; Nego, Kalmar, Nagy, Kleinheisler, Hangya: Adam Szalai, Sallai. All. Rossi