Sarà la Turchia la prima avversaria dell’Italia in questo Europeo: la Nazionale della Mezzaluna si preannuncia come un cliente tutt’altro che semplice per gli Azzurri, chiamati a confermarsi dopo 27 risultati utili consecutivi. Ma come gioca la Nazionale di Gunes? Quali sono i segreti dalla Turchia? Scopriamolo insieme…



Quasi alla pari con la Francia

Facciamo però prima un passo indietro e andiamo ad analizzare il rendimento della Turchia nel girone di qualificazione all’Europeo. I turchi sono arrivati secondi nel Gruppo H, con 23 punti conquistati in 10 partite, due in meno della Francia campione del mondo. Francia a cui, peraltro, i turchi hanno concesso solo 1 punto in due partite, vincendo in casa e bloccando i transalpini a Saint Denis sull’1-1. E’ quindi una Turchia che si esalta parecchio nei big match e che, invece, ha perso qualche punto di troppo contro le altre del girone (specie l’Islanda).

Un 4-1-4-1 ‘dinamico’

La Turchia di Gunes parte da una difesa 4 che, nelle 10 partite del girone, ha concesso appena 3 reti, risalutando una delle meno battute in assolute. Demiral e Soyuncu sono la coppia centrale titolare dello scacchiere turco, completato in porta da Cakir e ai lati da Celik e Meras. Davanti alla difesa l’interdizione è affidata al solo Yokuslu, motorino instancabile del WBA e perciò abituato ai ritmi della Premier League, mentre i 4 davanti garantiscono fantasia e una certa imprevedibilità. Parliamo di giocatori del calibro di Karaman, Tufan, Yazici e Calhanoglu: tutti calciatori che giocano insieme da svariati anni e si conoscono quasi a memoria. Così come il terminale offensivo Burak Yilmaz, che però merita una paragrafo a parte…



Yilmaz, bomber infinito

In coppia con il connazionale Yazici, Boruk Yilmaz ha trascinato -con i suoi 16 gol in 28 partite- il Lille alla vittoria del campionato francese. E pensare che l’estate scora il totem del calcio turco, oggi 35enne, sembrava in procinto di accasarsi al Lecce: l’offerta del Lille gli ha invece concesso un’annata da incorniciare in vista di quello che potrebbe essere l’ultimo grande appuntamento internazionale della sua carriera. A Lille è arrivato per sostituire un certo Osimhen, partito alla volta di Napoli: missione compiuta, con tanto di Scudetto in tasca. Yilmaz è una prima punta molto fisica, capace di far salire la squadra e dialogare con gli esterni offensivi, ma anche letale sottoporta. E’ lui il vero leader della Nazionale della Mezzaluna.