La forza di Federer e la precisione di Guglielmo Tell. Solo così la Svizzera potrà recitare un ruolo da protagonista, anzi, da outsider, nei prossimi campionati europei. Se vorranno stupire, gli svizzeri dovranno necessariamente fare riferimento alla propria storia e alla propria tradizione.

Prima nel gruppo D

La Svizzera arriva all’Europeo da vincitrice del gruppo D, dove ha preceduto di un soffio la Danimarca (17 punti la prima, 16 la seconda) perdendo una sola delle 8 gare di qualificazione.

“Derby” con l’Italia

Sarà Derby con l’Italia per i nostri vicini d‘Oltralpe. Dopo l’esordio ‘morbido’ con il Galles, gli elvetici affronteranno proprio gli Azzurri e chiuderanno la poule contro la Turchia, probabilmente avversaria diretta per il secondo posto.

Il cittì

Vlado Petkovic è una vecchia conoscenza del calcio nostrano: scoperto dalla coppia Lotito-Tare, ha allenato la Lazio tra il 2012 e il 2014 vincendo anche una clamorosa Coppa Italia battendo in finale la Roma. Quindi l’avventura sulla panchina della “sua” Svizzera: nato in Bosnia, possiede anche la cittadinanza elvetica. E parla ben otto lingue: oltre al croato e bosniaco, anche l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco, il russo e l’italiano. Sarà per questo che lo chiamano il Dottore della Panchina!

Le stelle

Tante le vecchie conoscenze del nostro campionato, a cominciare dal granata Ricardo Rodriguez (arrivato in serie A tra le file del Milan), fino all’ex interista Shaqiri e all’ex viola Seferovic. Nel roaster anche il rossonero Ricardo Rodriguez e l’atalantino Freuler. La stella dei rossocrociati è però il centrocampista dell’Arsenal Granit Xhaka, obiettivo numero uno della Roma di José Mourinho.

La formazione tipo

Svizzera (3-4-2-1): Sommer; Elvedi, Akanji, Mbabu, Schar; Xhaka, Freuler, Benito; Shaqiri, Vargas; Embolo. All. Petkovic.