Fu proprio in un campionato Europeo -quello del 1996- che la Repubblica Ceca si presentò, calcisticamente parlando, al resto del mondo: pochi anni dopo la dissoluzione della Cecoslovacchia, la Nazionale di Praga arrivò in finale dove fu trafitta dal primo golden gol della storia…

Battuta l’Inghilterra!

Ma oggi è un’altra storia: i Nedved e i Poborsky non ci sono più, eppure la Repubblica Ceca si è concessa il lusso di battere -durante le qualificazioni- l’Inghilterra a Praga, davanti alla propria gente. Una vittoria che non solo ha riscattato il doloroso 0-5 subito a Wembley, ma che ha permesso ai cechi di strappare il secondo posto nel girone davanti al sorprendente Kosovo, alla Bulgaria e al Montenegro.

Un girone proibitivo

Superare il primo turno sarà dura. Anzi, durissima: ci sarà ancora l‘Inghilterra sulla strada dei cechi, oltre alla Croazia vice-campione del mondo e alla Scozia vincitrice del Playoff C. Tradotto: servirà un vero e proprio exploit sul modello di Euro ’96…

Il cittì

In patria è riuscito a vincere il titolo prima sulla panchina dello Slovan Liberec e poi su quella dello Slavia Praga: Jaroslav Silhavy è un decano del calcio ceco ed è l’uomo scelto dalla federazione per risollevare i Leoni dal torpore degli ultimi anni.

Le stelle

Su tutti Patrick Schick, promessa della Roma che sta ritrovando se stesso in Germania, tra le fila del Lipsia, ma tra i cechi che giocano nel campionato italiano si ricordano anche Antonín Barák (recentemente passato dall’Udinese al Lecce), e il talento tutto genio e sregolatezza di Jakub Jankto. Anche il bolognese Krejci in lizza per una maglia, a patto che recuperi dagli infortuni. La certezza della squadra è il capitano Vladimir Darida, centrocampista dell’Hertha Berlino.

La formazione tipo

Repubblica Ceca (4-2-3-1): Vaclik; Coufal, Suchy, Celutska, Borit; Kral, Soucek; Masopust, Darida, Jankto; Schick. All. Silhavy