Ha già sorpreso tutti una volta quando, nel 1992, da Cenerentola del torneo (per giunta ripescata in extremis) andò ad alzare la coppa in faccia ai nemici di sempre, gli svedesi che organizzavano il torneo. Oggi la Danimarca arriva agli Europei dopo un ottimo mondiale, concluso agli ottavi di finale contro la Croazia, dopo i calci di rigore…

Lotta serrata

La Danimarca si è qualificata come seconda forza del girone D dietro la Svizzera di un punto e precedendo Irlanda di tre. Un pass che è costato parecchia fatica ai danesi, specie dopo il pari senza reti in Georgia che ha rischiato di compromettere la corsa.

Caccia al secondo posto

Passare il turno non sarà esattamente una formalità: dando per scontata la conquista della prima piazza da parte del Belgio, ai danesi resterà la battaglia per la seconda piazza. Finlandia e soprattutto Russia sono però le avversare da battere: non sarà facile!

Il cittì

Dopo il divorzio con il tecnico norvegese Åge Fridtjof Hareide, vero e proprio artefice della qualificazione all’Europeo, la Federcalcio danese ha deciso di affidare l’incarico a Kasper Hjulmand, capace di vincere il campionato con il Nordsjælland nel 2012 e da allora considerato come uno dei tecnici più preparati del piccolo paese nordico. Per passare alla storia però, toccherà realizzare un altro miracolo, questa volta alla guida della Nazionale…

La stella

Christian Eriksen su tutti: il centrocampista dell’Inter rappresenta il cervello della squadra l’uomo capace, con una sola giocata, di risolvere le partite. Ma non è l’unico talento della nazionale Vichinga: in porta c’è Kasper Schmeichel, già campione d’Inghilterra con il Leicester di Raneri, in difesa il roccioso Kjaer, perno del Milan tornato in Champions dopo 7 anni, mentre a centrocampo l’ex genoano Lasse Schone, rilanciatosi dopo il ritorno in Olanda.

Formazione tipo

Danimarca (4-2-3-1) Schmeichel; Dalsgaard, Kjær, Christensen, Stryger; Delaney, Schöne; Poulsen, Eriksen, Braithwaite; Cornelius. All. Hjulmand.