Ci sono tanti motivi per essere preoccupati/arrabbiati/tesi/sfiduciati nei confronti dell’Inter, capitolata mercoledì, ma è anche vero che star lì a trapanarsi il cervello è pratica masochista e assolutamente inutile, molto meglio ragionare sulla “svolta”.

Decamerun tricolore?

Ecco, la svolta. C’è solo un modo per cambiare marcia e destino a questa stagione “senza-Europa” e si chiama “scudetto”. Per molti l’Inter non è ancora pronta per puntare al bersaglio grosso, noi non siamo affatto d’accordo per almeno dieci motivi:
1) Nessuno ha la profondità di rosa dei nerazzurri, probabilmente neanche la Juventus nove volte campione d’Italia consecutivamente.
2) I nerazzurri non hanno più le coppe: in “era virus” poter ragionare su una sola partita a settimana non è un vantaggio, è un grandissimo vantaggio.
3) La classifica (secondo posto) è buona. Sì, ok, il Milan è avanti di 5 punti, ma la strada – per fortuna – è ancora lunghissima.
4) In serie A non c’è una squadra che abbia dimostrato di essere realmente superiore ai nerazzurri. E i punti persi per strada sono arrivati dopo partite comunque dominate. Bisogna semplicemente trasformare la mole di occasioni in gol. “Facile”, direte voi.
5) Antonio Conte probabilmente ha qualche limite nella gestione delle competizioni europee, ma ha pochissimi rivali sui “lunghi tragitti”.
6) La squadra sta trovando la forma. È vero, contro gli ucraini non è arrivato il gol, ma chi è sceso in campo ha dimostrato di essere in discreta condizione. E la condizione, nel gioco di Conte, è tutto.
7) I ragionamenti post-eliminazione hanno portato tecnico e società a riflettere anche sull’utilizzo di Eriksen. È probabile che il danese da qui in avanti possa trovare più spazio, quantomeno fino all’apertura del mercato di gennaio.
8) Lukaku è stato “colpevolizzato” per aver sbagliato il match con lo Shakhtar. Oh, capita. Ecco, se prima di quella partita il belga era una iena, non osiamo immaginare cosa possa diventare ora.
9) Conte non è allenatore che abbandona la nave senza una vittoria. Per questo non mollerà. Sarebbe un guaio per l’Inter, ovvio, ma una macchia indelebile anche per lui.
10) Lukaku, Eriksen, Hakimi, Barella, Lautaro Martinez, DeVrij, Brozovic, Skriniar (e potremmo continuare) non sono giocatori “banali”, tutt’altro. L’Inter 2020-21 è una squadra costruita per vincere. Per intenderci: la notizia sarebbe se non ci riuscisse.