Archiviata l’avventura di Walter Mazzarri, il Toro si prepara ora a voltare pagina. E lo fa con un allenatore che conosce come pochi la piazza granata: Moreno Longo. Una scelta giusta? Vediamo insieme i pro e i contro…

Sì, è l’uomo giusto…

In un momento in cui i tifosi granata sono letteralmente furiosi con squadra e società, Cairo ha optato per un nome che accontentasse anche la piazza: Longo è un vecchio cuore granata, come si dice dalle parti della Maratona, uno che il Toro lo vive visceralmente. Torinese di nascita e granata di fede, Longo si è formato nell giovanili del Toro dove ha mosso i primi passi da calciatore, per poi iniziare la trafila di tecnico nelle giovanili: nei sette anni in cui è rimasto a Torino ha vinto uno Scudetto Primavera e una Supercoppa nl 2015, instaurando anche un ottimo rapporto con l’attuale ds Bava. Da allenatore professionista poi, ha conquistato un’epica promozione in serie A alla guida del Frosinone.

No, è un rischio…

Nemo propheta in patria, dicevano i latini, alludendo al fatto che fare bene dove si è amati (in qualsiasi ambito) è sempre un rischio. Anche perchè i torinisti ripongono molte aspettative in Longo, specie dopo le figuracce incamerate nelle ultime uscite dell’era Mazzarri. Longo lo sa bene, e proverà a gettare il cuore oltre l’ostacolo: il troppo amore per il Toro, unito alla poca esperienza, potrebbero rivelarsi armi letali, specie nell’approccio ad un gruppo che non è riuscito a seguire un tecnico navigato come Mazzarri…