Frank De Boer, ancora lui. Dopo mesi di silenzio, l’ex c.t. dell’Olanda è tornato a parlare e a giustificare una carriera che, dal momento dell’addio all’Ajax, sembra aver inanellato un fallimento dietro l’altro. Tra questi, i più fragorosi sono senz’altro quello sulla panchina del’Inter e la clamorosa eliminazione subìta dalla sua Olanda per mano di una non certo irresistibile Repubblica Ceca, negli ottavi di finale degli Europei.



“Inter, ecco perché ho fallito”

De Boer non ha dubbi: il fallimento all’Inter non è stato solo suo. Anzi. Il tecnico olandese lo spiega chiaramente ai microfoni della rivista olandese Tijdschrift:

Col senno di poi ci ho messo troppa energia, mentre in un club del genere si tratta solo di vincere. Avrei dovuto concentrarmi solo sul calcio, poi forse sarei stato lì poco più di tre mesi. All’Inter le gambe della mia sedia sono state subito segate da una quinta colonna e un ex presidente scontento

De Boer prosegue nella sua disamina e rincara quindi la dose:

Sicuramente la prossima volta farò diversamente, se avessi saputo cosa stava succedendo all’Inter non avrei mai firmato. Hanno continuato allo stesso modo dopo che me ne sono andato, con il risultato che ci sono stati non so quanti allenatori dopo di me.



“Sfortunato anche al Palace”

All’Inter non fu colpa sua, asserisce De Boer. Ma come spiegare allora il fallimento al Crystal Palace? Questa la spiegazione dell’ex c.t. Oranje:

Perché quando ho firmato con il Crystal Palace, mi è stato chiesto di impostare un nuovo corso. Ma alla fine non lo volevano affatto, volevano i 100 milioni a cui hai diritto come club di Premier League. Con che tipo di calcio non importava…

Un fallimento dietro l’altro

Di de Boer ci ricordiamo tutti per la fugace esperienza sulla panchina dell’Inter: fortemente voluto dall’allora patron Erick Thohir, il tecnico olandese -reduce dalla brillante esperienza all’Ajax- assunse il timone dell’Inter nell’estate 2016, a pochi giorni dal via del campionato, in seguito alle dimissioni presentate da Mancini. Resterà sulla panchina nerazzurra solo 85 giorni, perdendo 7 delle 14 partite disputate, ma togliendosi lo sfizio di battere la Juve nel derby d’Italia. Dopo l’esonero, De Boer fu chiamato dal club londinese del Crystal Palace, ma anche qui venne sollevato dall’incarico dopo appena 4 sconfitte in altrettante gare. Meglio è andata la sua esperienza oltreoceano, alla guida dell’Atlanta United, che ha condotto al terzo posto della MLS prima di un addio consensuale mai del tutto chiarito. Infine il benservito anche dalla Federazione olandese: l’ennesimo fallimento per Frankie il predestinato.