Niente da fare per Frank de Boer: nemmeno l’aria di casa è riuscita a risollevare le sorti di un allenatore ormai in caduta libera, che dal momento dell’addio all’Ajax (era il 2106) ha inanellato un fallimento dietro l’altro. L’ultimo in ordine cronologico è l’eliminazione subita dalla sua Olanda per mano di una non certo irresistibile Repubblica Ceca, che ha trionfato per 2-0 nella sfida di Budapest, valida per gli ottavi di finale degli Europei.



Quante critiche in Olanda!

La precoce eliminazione degli Oranje ha lasciato il segno. Tante e critiche che, nelle ultime ore, si sono abbattute su De Boer che -alla vigilia degli Europei- aveva dovuto incassare anche il fuoco amico del fratello gemello Roland. Mesi difficili, quelli alla guida dell’Olanda, che De Boer aveva preso in mano lo scorso agosto dopo l’improvviso addio di Koeman, destinazione Barcellona. Di qui la decisione di dare le dimissioni prima ancora di ricevere la comunicazione dell’esonero:

In attesa della valutazione della Federazione ho deciso di non continuare come allenatore della nazionale. L’obiettivo richiesto non è stato raggiunto, questo è chiaro. Quando mi è stato proposto di diventare allenatore della Nazionale nel 2020 ho pensato che fosse un onore e una sfida, ma ero anche consapevole della pressione che sarebbe venuta su di me da quel momento in poi. Quella pressione sta adesso aumentando e questa non è una situazione salutare nè per me, né per la squadra in vista del cammino verso la qualificazione ai Mondiali. Voglio ringraziare tutti, ovviamente i tifosi e i giocatori



Un flop dietro l’altro

Di de Boer ci ricordiamo tutti per la fugace esperienza sulla panchina dell’Inter: fortemente voluto dall’allora patron Erick Thohir, il tecnico olandese -reduce dalla brillante esperienza all’Ajax- assunse il timone dell’Inter nell’estate 2016, a pochi giorni dal via del campionato, in seguito alle dimissioni presentate da Mancini. Resterà sulla panchina nerazzurra solo 85 giorni, perdendo 7 delle 14 partite disputate, ma togliendosi lo sfizio di battere la Juve nel derby d’Italia. Dopo l’esonero, De Boer fu chiamato dal club londinese del Crystal Palace, ma anche qui venne sollevato dall’incarico dopo appena 4 sconfitte in altrettante gare. Meglio è andata la sua esperienza oltreoceano, alla guida dell’Atlanta United, che ha condotto al terzo posto della MLS prima di un addio consensuale mai del tutto chiarito. Ora il benservito anche dalla Federazione olandese: l’ennesimo fallimento per Frankie il predestinato.