Identificare un’epoca attraverso i nomi dei calciatori che ne hanno scritto la storia, di decennio in decennio.

Eleganza immensa…

A cominciare dagli anni ’70, un’epoca che fu scandita da un fuoriclasse in grado di sovvertire la logica del calciatore-tipo, abbinando la tecnica alla velocità. Il nome è quello di Johan Cruijff, nato ad Amsterdam il 25 aprile 1947 e morto a Barcellona nel 2016, a causa di un cuore che era stato sempre ballerino. Un talento vero, in grado di esaltare quello che fu definito il «calcio totale» del coach Michels. Il “Pelè bianco” oppure il “Profeta del gol”, ha vinto nel corso della sua carriera da calciatore, 9 Campionati olandesi, 6 Coppe d’Olanda, una Liga, una Coppa di Spagna, 3 Coppe dei Campioni, una Supercoppa europea e una Coppa Intercontinentale. Tre palloni d’oro vinti nel 1971, 1973 e 1974, mentre da allenatore (oltre ai trofei da coach del Barca) è uno dei 7 allenatori ad aver vinto la Coppa Campioni dopo averla conquistata da giocatore. Gli unici rimpianti arrivano dalla Nazionale, soprattutto il Mondiale 1974 in Germania. La finale contro i padroni di casa costituisce ancora oggi un esempio di scuola: raramente chi esprime un gran calcio, riesce a battere chi è più pratico. Il 2-1 finale consegnò il trofeo ai tedeschi, ma tutto il mondo rimase incantato da Cruijff e dai suoi lancieri.

L’annata del Fuoriclasse

Gli anni ’80, che te lo dico a fare, sono stati illuminati dalla stella di Diego Armando Maradona. E la sua leadership acquisisce ancora più valore alla luce di campioni ed avversari che ha incontrato: Platini, Paolo Rossi, Franco Baresi, Zico e Falcao, sono quelli che popolavano questo aureo periodo del pallone. Ancora oggi Maradona viene considerato il calciatore più forte della storia ed in quel decennio ha espresso il suo genio ed ha ottenuto trionfi forse impossibili per qualsiasi altro atleta. Il Pibe de Oro ha vinto due scudetti con il Napoli, e nessuno ci era mai riuscito prima, la Coppa Uefa con il Napoli, e nessuno ci era mai riuscito prima, una Coppa del Mondo con l’Argentina composta da calciatori che avrebbero fatto fatica a giocare nei grandi campionati europei, e ha sfiorato il bis 4 anni dopo nella discussa finale di Roma, persa contro la Germania.

Decennio a tinte italiane

Gli anni Novanta? Ma ovviamente Roberto Baggio. Soprannominato Raffaello ma soprattutto il Divin Codino, per la purezza del suo calcio, è ancora oggi considerato uno dei migliori calciatori nella storia del calcio mondiale. Con le squadre di club ha vinto due scudetti, una Coppa Italia e una Coppa Uefa, in nazionale ha preso parte a tre Mondiali (Italia ‘90, Usa ‘94 e Francia ‘98), sfiorando la vittoria nell’edizione americana del 1994: fu uno dei tre calciatori di Sacchi a sbagliare il rigore nella fase ad oltranza persa contro il Brasile.

Ritmo e qualità nel XXI secolo

Il mio preferito nel decennio 2000-2010 è sicuramente Ronaldo Luís Nazário de Lima, meglio noto come il Fenomeno. Dopo una sola stagione al Barcellona, viene acquistato dall’Inter, che in quel periodo era considerata una delle formazioni più forti d’Europa. Con i nerazzurri ha vinto la Coppa Uefa e mai lo scudetto, anche perchè resta nella memoria di tutti, quello scontro con Iuliano della Juventus il 26 aprile 1998: la mancata assegnazione del rigore, decise il titolo. Molto meglio il palmares in Nazionale carioca: due Mondiali, 2 Coppe America e una Confederations Cup. Gli è stato riconosciuto per due stagioni il Pallone d’Oro.

Tempi recenti: il binomio

Dal 2010 al 2020, c’è un binomio sul quale in tanti si dividono: Ronaldo o Messi. Io propendo per l’argentino: ha un genio molto più cristallino rispetto al portoghese. 

Con la Seleccion non ha mai vinto il Mondiale (arrivò secondo nel 2014), però ha fatto razzia nella sua unica squadra di club europea, il BarcellonaDieci volte campione di Spagna, 6 Coppe del Re, 8 Supercoppe spagnole, 4 Champions League, 3 Supercoppe europee e 3 Coppe del mondo per club. Insomma, numeri che parlano da soli…