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Il più grande rimpianto di Antonio Cassano

Antonio Cassano spiega il suo flop al Real Madrid nel corso di un intervento alla Bobo Tv, il canale Twitch di Bobo Vieri

La camiseta blanca non è roba per tutti: giocare nel Real Madrid è un privilegio per pochi eletti nella storia del calcio, anche se non tutti quelli che lo hanno fatto si sono poi rivelati all’altezza della situazione. Il caso di Antonio Cassano è piuttosto emblematico, e non certo perché all’ex romanista mancasse il talento per giocare nel Real, quanto piuttosto per via di alcuni comportamenti (e atteggiamenti) che hanno condizionato il suo rendimento in Spagna…



“Sono stato un cretino”

Sull’avventura di Cassan al Real ci sarebbe da scrivere un libro, a partire dall’imbarazzante pellicciotto con cui si presentò in aeroporto il giorno del suo arrivo e finendo con l’imitazione di Capello davanti ai compagni che gli costò il posto in squadra. Ma Antonio Cassano è questo: classe infinita col pallone tra i piedi e un campionario di cassanate fuori dal rettangolo verde. Il suo anno e mezzo a Madrid si è concluso con soli 29 presenze e quattro gol: un vero peccato! Questa la spiegazione fornita dal talento di Bari ai microfoni della Bobo Tv:

 A 23 anni e mezzo mi chiamano i blancos. Li ho fatto la bella vita. Facevo le 6, anche le 7 di mattina. Non mi allenavo bene. Mangiavo come un cane e in 15 giorni sono ingrassato di 5 chili. Feci gol contro il Betis e contro l’Atletico ma avevo una panza enorme…



“Dopo la dieta Capello mi mise fuori rosa”

Aveva scelto Madrid anche per ritrovare Fabio Capello, già suo allenatore alla Roma, ma il rapporto tra i due si deteriorò quasi subito. Questo il ricordo di Cassano:

Capello? Dopo la dieta avevo perso 11 kg ed ero tornato titolare: poi però mi cambiò una volta con il Lione in Champions e in quella settimana discussi con lui. Mi disse: sei fuori rosa. Poi mi ha rimesso dentro nel finale con l’Atletico, ma ho fatto solo disastri