La sua America, Andrés Iniesta l’ha trovata in Giappone. Dopo aver chiuso nel 2018 il suo irripetibile ciclo con il Barcellona e con la Nazionale spagnola, l’Illusionista ha infatti scelto di proseguire la sua carriera dall’altra parte del globo, sposando il progetto del Vissel Kobe, squadra dell’omonima città giapponese. Una scelta, quella di Iniesta, decisamente anticonvenzionale per un calciatore: i suoi colleghi, generalmente, quando lasciano l’Europa preferiscono godersi i petroldollari di qualche paese arabo oppure provare a ricostruirsi la vita negli States. Iniesta ha invece scelto il Giappone, e lo ha fatto per un motivo ben preciso…



“La spiritualità giapponese è magica”

Il buen retiro di Iniesta è dunque il Giappone: qui il Campione del Mondo 2010 ha saputo ricaricare le batterie dopo anni a ritmi serrati con la maglia del Barça. Questo il suo racconto:

In Spagna ero svuotato in corpo e anima, ora sono più tranquillo. Mi sono liberato di quella pressione che avevo grazie alla magia della spiritualità giapponese. Poco dopo il mio arrivo abbiamo perso sei o sette partite di fila ma, nonostante i risultati, i tifosi ci trattavano bene. I giapponesi vivono la sconfitta in modo diverso da come facciamo in Europa. Questa è la filosofia che mi è costato di più assimilare e comprendere, sono sempre stato molto competitivo e non mi è mai piaciuto perdere. Ora provo a imparare da loro e a vederla con occhi diversi.



A ripetizioni di giapponese

Sul campo Iniesta e compagni hanno conquistato Coppa e Supercoppa dell’Imperatore: ma come sta procedendo la vita della famiglia nel Paese del Sol Levante? Parola a Don Andrés:

L’adattamento non è stato facile nei primi sei mesi in Giappone, sia per quanto riguarda lo sport che per quanto riguarda la famiglia. Le usanze qui sono radicalmente diverse dalle nostre, ma ora ci siamo adattati con mia moglie e i miei figli. In questi mesi abbiamo assimilato le differenze tra le due culture. La lingua? Per le domande più semplici ho iniziato a parlare giapponese. Con mia moglie ricevo lezioni un paio di giorni a settimana. Ma quando si tratta di discussioni più complicate parlo con un traduttore, che è il mio vero salvatore e mi accompagna sempre. Ma sono stato sorpreso dallo sforzo che tanti ragazzi stanno facendo per imparare lo spagnolo solo per comunicare con me