Quando giocava lo chiamavano Il Pitbull per via della sua grinta e di un temperamento decisamente fuori dal comune: Edgar Davids è stato uno dei centrocampisti più importanti tra il finire degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. Dopo aver vinto la Champions giovanissimo con la maglia dell’Ajax (vincendo a Vienna la finale contro il Milan), fu acquistato proprio dai rossoneri, dove però non riuscì mai ad imporsi, tanto da essere definito ‘una mela marcia’ nello spogliatoio dall’allora vice-capitano Costacurta. A credere nel Pitbull fu invece la Juventus, dove Davids divenne uno degli elementi imprescindibili per le sette stagioni successive, prima di prendere la via di Barcellona, a causa di qualche contrasto con Marcello Lippi. Sei mesi in blaugrana e quindi la firma, a parametro zero, con l’Inter di Roberto Mancini: una sola (deludente) stagione in nerazzurro e poi lento declino tra Tottenham, il ritorno all’Ajax e le ultime avventure nelle serie minori tra Crystal Palace e Barnet, fino al ritiro nel 2014. Da allora del Pitbull si sono praticamente perse le tracce, almeno fino ad oggi…



Ritorno in panchina

Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, per Davids si era prefigurata una carriera da allenatore, iniziata proprio alla guida del Barnet, piccolo club londinese dove ricopriva l’incarico di allenatore-giocatore, retrocedendo però in Conference Premier, la quinta serie inglese. Quindi qualche mese da vice della Nazionale olandese under 20, prima della chiamata -sempre in qualità di vice- del Telstar, seconda serie olandese. Ma oggi, dopo tanta gavetta, Davids è il nuovo allenatore dell’Olhanense, formazione della III Categoria lusitana, equivalente della serie C italiana. Per il Pitbull si tratta quindi di una nuova sfida, la prima da allenatore capo: l’obiettivo sarà quello di riportare il club in seconda divisione.