In carriera ha giocato (e vinto) ovunque: Argentina, Brasile, Inghilterra, Italia, Cina e poi di nuovo il Sudamerica nel curriculum di Carlos Tevez, una vera e propria leggenda del calcio mondiale. Ma che fine ha fatto l’Apache?



“Il calcio non mi manca”

Il 4 giugno scorso aveva deciso di lasciare per la terza volta il grande amore della sua vita, il Boca Juniors, per stringersi intorno alla madre dopo la perdita del padre. E così ha fatto, nonostante in molti abbiano provato a convincerlo a calcare ancora il campo della Bomboniera, nonostante i 37 anni suonati. Una decisione sofferta, che però Tevez rivendica ai microfoni di Espn:

Non sento il desiderio di tornare in campo. I miei amici e famigliari mi chiedono quando tornerò, non sa dove iniziare. Per ora mi godo il momento. Quando guardo i match del Boca, della Juve o di altri miei vecchi club, guardo in me stesso ma non trovo quel fuoco che mi motivi a giocare pe sei mesi o un anno ancora.



“Oggi gioco coi bambini del quartiere”

Tevez ha dato l’addio al mondo del calcio, ma non certo al pallone, suo fedele amico che lo ha accompagnato ogni giorno della sua vita. E che tuttora gli regala qualche momento di sollievo:

Quando guardo la Juve, o il Boca, cerco di trovare quel fuoco dentro di me per dire che sono motivato a giocare ancora sei mesi o un anno, ma non lo trovo. Vorrei trovare un equilibrio per poter giocare a calcio, ma anche per essere felice. Non con quella pressione che ti fa impazzire. Mi hanno tentato dall’estero, ma se oggi mi dici di alzarmi alle 6 per andare ad allenarmi, io ti dico di no. Gioco con i bambini del quartiere. Fino a quando non troverò davvero qualcosa che mi motiva, non mi muoverò e mi godrò la mia famiglia