Federico Chiesa lascia la Fiorentina e, sulle orme di altri giocatori come Roberto Baggio e Federico Bernardeschi, approda alla Juve tra lo sconforto (e la contestazione) dei tifosi viola. Una decisione che, però, rappresenta una buona soluzione per la dirigenza gigliata, che è riuscita a incassare complessivamente quasi 60 milioni per un giocatore alle prese con un complicato rinnovo di contratto



“Che errore dargli la fascia”

Tanto che il direttore sportivo della Fiorentina Daniele Pradé ha salutato senza troppi rimpianti l’ormai ex attaccante viola:

E’ stata un’operazione vantaggiosa per la Viola. Non penso ci sia rapporto se da una parte non c’è amore non corrisposto. Perciò credo che sia a livello economico sia a livello sportivo per noi è stata un’operazione ottima. E’ stato un errore, abbiamo sbagliato a dargli la fascia da capitano



Una formula ‘particolare’

Decisamente particolare la formula con cui Chiesa ha raggiunto la Juventus in prestito biennale al costo di due milioni il primo anno e otto il secondo, mentre il riscatto sarà di 40 milioni più 10 milioni di bonus. Condizioni che lo stesso Pradè non esita a definire ‘creativa’:

A livello economico era l’unico modo per poterla fare. In questo momento del mercato devi per forza essere creativo per fare le operazioni. Per Chiesa abbiamo avuto due interessamenti molto importanti da due club inglesi ma lui voleva rimanere in Italia, e in Italia non c’era altro che questa possibilità. 60 milioni nel post Covid sono veramente tanti. Le condizioni di Rocco erano: giusta cifra (60 milioni) e rinnovo di contratto per altri 3 anni alle stesse cifre attuali. Sono condizioni che sono state rispettate