Calha all’Inter? Ecco perché…

Da una parte all’altra

Ha destato scalpore il passaggio di Hakan Calhanoglu dal Milan all’Inter, ma il turco spegne le polemiche, spiegando così la decisione di cambiare maglia:

Il Milan? Il rumore lo fanno i tifosi, è normale, per un giocatore così è normale. Non sono il primo e neanche l’ultimo. Sono passati tanti giocatori da Milan a Inter e viceversa, per questo non sono né il primo né l’ultimo. Io volevo solo guardare in avanti al mio futuro, con grande rispetto al Milan. Io ho fatto tante cose per il Milan. Per quattro anni ho rispettato tutti quelli che mi conoscono sapevano tutto, però ho davanti una nuova avventura all’Inter e devo guardare in avanti. Non ho ancora parlato con Ibra, lo faremo presto. Pioli? Lui era l’unico che mi voleva tanto al Milan. Però ha avuto rispetto di quanto ho deciso.

Obiettivo Scudetto

Punta con decisione allo Scudetto Calha e non vede l’ora di scendere in campo con la maglia dell’Inter:

Noi vogliamo ripetere questo scudetto, spero anche con me. Voglio aiutare i miei compagni. Mi piace il 3-5-2. Da mezzala sinistra con Inzaghi ha giocato Luis Alberto, siamo simili per qualcosa. Del mister mi piace l’attenzione e come mi parla. Spero che in questo campionato ci divertiremo con i miei compagni. Abbassare la posizione? Senza sacrificio non ti regalano la maglia. Devo ascoltare quello che vuole il mister, c’è tempo e poi vediamo. 

La telefonata

Una trattativa lampo quella che ha portato Calhanoglu all’Inter, cominciata con una telefonata di Piero Ausilio all’agente dell’ex Milan:

La trattativa per il passaggio dal Milan all’Inter? È andata molto veloce, grazie a Piero (Ausilio, ndr), mi ha chiamato molte volte con il mio procuratore. Anche mister Inzaghi mi ha chiamato tante volte. Mi sono già sentito molto bene, con molte attenzioni, ciò che vuole ogni giocatore. Se ti chiamano e ti vogliono in una squadra che è già forte poi c’è una grande voglia di andare lì. È andato tutto molto veloce. Prima mi ha chiamato il mio procuratore, mi ha detto che Piero voleva parlare con me.