Quando ancora era un calciatore, Borja Valero è sempre stato una mosca bianca della categoria: interessato il giusto al conto in banca, lontano dalla vita mondana di molti colleghi e poco incline alla banalità nelle interviste, l’ex centrocampista di Inter e Fiorentina oggi ha ritrovato il piacere di giocare tra le fila del Centro Storico Lebowski, club toscano che milita in Promozione…



“I procuratori, il male del calcio”

Calciatore piuttosto anticonformista, Borja Valero ha rilasciato un’intervista a cuore aperto ai microfoni di La Repubblica nella quale punta apertamente il dito contro i procuratori, da lui considerati come il lato oscuro del pallone:

La parte peggiore di questo sport? Alcuni procuratori, che da ragazzino di riempiono di belle parole e tu ti affidi a loro. Qualcuno lo fa nel modo giusto ma qualcuno pensa solo a se stesso: chi lo fa rappresenta senza dubbio la parte oscura del mondo del calcio



“Il calciatore? Non so se lo rifarei…”

L’intervista prosegue con una dichiarazione piuttosto clamorosa: Borja confessa infatti che, dovesse ricominciare oggi, non sarebbe affatto sicuro di voler fare il calciatore. Queste le sue parole:

È stata una crescita calcistica stressante. Il distacco dalle amicizie, la competizione interna per prenderti il posto da titolare. A dodici anni ti muovi come se fossi un professionista, senza esserlo però. Ho vissuto l’adolescenza in altro modo e mi è mancato qualche pezzettino di vita: le amicizie, i primi amori. Forse però adesso non lo rifarei. Non so se merita. Ho una bella vita, grazie al calcio. Ma forse avrei potuto averla anche senza fare il calciatore. Ci sono stati anche dei periodi brutti. Come le critiche, che un giocatore avverte sulla sua pelle. Dai tutto te stesso ma ti criticano. Non è facile

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