A Carlo Mazzone, lo ha confessato più volte, deve moltissimo: eppure quando -da ex Capitano del Barcellona- è arrivato a Brescia nel 2001, per Pep Guardiola non è stato semplice inserirsi nelle idee di calcio di un allenatore della vecchia scuola italiana. Superato però lo scoglio iniziale della diffidenza, tra Mazzone e Guardiola è sbocciato un rapporto umano ancora oggi tra i più solidi nell’instabile mondo del calcio…



“Mazzone mi disse: ho già Giunti”

A ricordare il suo periodo al Brescia è lo stesso Guardiola che, intervenendo alla ‘Bobo Tv‘ di Christian Vieri, ha raccontato così il suo approdo nella città lombarda:

Mazzone è stato come un padre. A Brescia arrivavo da ex capitano del Barcellona con un sacco di aspettative. Mazzone mi si avvicinò in albergo: ‘Io non ti volevo, non so che ci fai qua’. Rimasi a bocca aperta. E poi: ‘Io ho acquistato Giunti e gli ho dato fiducia, ora dovrò vedere cosa fare con voi due’. Parlammo tanto e alla fine mi disse: ‘Sei bravo. Ti voglio bene e ti farò giocare’. Mazzone mi è stato veramente vicino, soprattutto nei momenti difficili. Mi ha trattato come un figlio



Guardiola e Baggio

Inevitabile poi un passaggio sul rapporto con Roberto Baggio, l’altra grande stella di quel Brescia targato Corioni. Questo il ricordo di Guardiola ai microfoni del  Corriere dello Sport:

La prima cosa che mi viene in mente pensando a Roberto risale ai primi anni ’90. Io giocavo al Barça, lui alla Juve e quella squadra era tutti dietro e un dio davanti. Ero impressionato dalla sua qualità e a Barcellona non ero l’unico. È stato come un papà per me. Quando il giocatore più forte è anche il più umile, non può che funzionare tutto al meglio