Nel calciomercato non sempre tutto va per il verso giusto. Per concludere certi affari basta una stretta di mano, altri invece saltano all’ultimo dopo mesi e mesi di trattative. E’ il caso di questi 5 trasferimenti che non si sono concretizzati per pochissimo ma che, forse, avrebbero cambiato la storia del calcio come oggi lo conosciamo noi…



1. MARADONA-FIORENTINA

Ebbene sì. Prima di diventare l’eroe e il simbolo di Napoli nel mondo, Diego Armando Maradona ha rischiato di diventare un calciatore della Fiorentina. A svelare il clamoroso retroscena è stato l’ex Presidente viola Ranieri Pontello ai microfoni di Lady Radio:

Se ho avuto rimpianti per il mancato arrivo di un giocatore? Senza dubbio uno di questi è Maradona: lo seguivamo da tempo, tanto che andai personalmente a vederlo giocare quando era ancora in Argentina.

Era la primavera del 1982 quando i viola fiutarono il colpaccio: mesi di trattative e trasferte in Argentina alla fine portarono la dirigenza gigliata a optare per un altro campione come Daniel Passarella, che si sarebbe rivelato fondamentale per la squadra allenata da De Sisti, arrivata terza nella stagione 1983/84. Resta però la fantasia di chiedersi come sarebbe cambiata la storia del calcio se solo Diego Armando Maradona avesse vestito la maglia della Fiorentina…

2. TEVEZ-MILAN

In questo caso c’è poco da andare dietro a indiscrezioni e retroscena: a rendere manifesta la trattativa tra Carlitos Tevez (in rotta con il Manchester City) e Adriano Galliani (all’epoca a.d. del Milan) fu una fotografia che ritraeva i due sorridenti a Rio de Janeiro mentre pranzavano insieme all’agente Kia Joorabchian. Era il gennaio del 2012 e Tevez era ad un passo dal diventare un giocatore del Milan: l’operazione fu però bloccata dalla mancata cessione da parte dei rossoneri di Alexandre Pato e l’Apache prese così la strada di Torino, facendo le fortune della Juventus. Un affare saltato che Galliani ha ripercorso ai microfoni di Libero:

Se mi avessero lasciato concludere l’acquisto di Tevez, saremmo potuti ripartire con il quarto grande Milan del ciclo Berlusconi. Se fosse andata come dico io magari non avremmo venduto il club e forse oggi saremmo ancora lì. Invece Carlito l’ha preso la Juve, che con lui ha vinto tre scudetti di fila

Per la serie: ogni lasciata è persa…

3. FIGO-PARMA-JUVENTUS

Ha dribblato tutti, anche quella volta. Luis Figo era un campione con un cambio di passo fuori dal comune, ma non solo dentro il rettagolo verde. Chiedere per informazioni ai tifosi di Parma e Juventus, che nel gennaio 1995 erano certi che il portoghese avrebbe vestito la maglia della loro squadra del cuore. E avevano ragione ad esserlo, visto che Figo aveva firmato un contratto…sia col Parma che con la Juve! Un caso assurdo, quello del campione lusitano, che ha fatto scuola: l’allora stella dello Sporting Lisbona prima si è accordato con la Juventus, salvo poi ripensarci, mandare una lettera di disdetta alla dirigenza bianconera e legarsi così con il Parma di Tanzi. La questione sollevò una vera e propria battaglia legale che finì davanti alla Lega Calcio, che salomonicamente vietò al portoghese di giocare in Italia per i successivi due anni, invalidando di fatto entrambi i contratti. Con il risultato che Figo si accasò al Barcellona, dove sarebbe diventato il calciatore più forte del mondo, vincendo anche il Pallone d’Oro nel 2000, prima di trasferirsi al Real. Per cronaca, in Italia si sarebbe rivisto 10 anni dopo, nel 2005, con la maglia dell’Inter, ormai a fine carriera…

4. PLATINI-INTER

Ve lo immaginate Le Roi con addosso la maglia nerazzurra? Nemmeno noi. Eppure, prima di approdare alla Juventus e diventare il pupillo dell’Avvocato Agnelli, Platini fu ad un passo dal diventare un giocatore dell’Inter. Era il 1978 quando il francese, che all’epoca giocava ancora nel Nancy, firmò un pre-contratto con il club nerazzurro, scovato dall’intuito di Sandro Mazzola. Solo che qualche infortunio di troppo e soprattutto le limitazioni all’ingaggio di calciatori stranieri convinsero l’Inter ad investire su altri calciatori. E così Platini, dopo esser passato ddal Saint-Étienne, divenne un simbolo della Juventus. Questo il ricordo di Le Roi:

Perché non sono andato all’Inter? Perché non mi hanno voluto. Io avevo firmato con l’Inter, ma le frontiere non erano aperte nel ’78: l’Inter prese altri due giocatori e la Juve venne a prendermi. Chiamai allora Beltrami e dissi: ‘C’è la Juve che mi vuole, ma io avevo firmato con voi’. Lui disse: ‘Vai pure alla Juve’. Così ci andai. Io, essendo pieno di princìpi, e avendo firmato un pre-contratto con l’Inter, chiesi all’Inter se mi volessero quand’ero svincolato. Ma loro avevano preso Muller e così io andai a Torino

5. RONALDINHO-TORINO

Fra tutte, questa è forse la storia più assurda, perché il Torino -per essere precisi- non aveva puntato direttamente Ronaldinho, bensì il fratello Roberto De Assis, mezza punta del Gremio, considerato l’uomo giusto per risollevare le sorti dei Granata in una stagione (1988/89) che li avrebbe poi visti retrocedere in serie B dopo 30 anni. E così, i dirigenti granata intavolarono la trattativa nell’autunno del 1988: Roberto si sarebbe aggregato subito alla prima squadra, mentre il giovane fratellino Ronaldo De Assis (che all’epoca aveva appena 8 anni) avrebbe mosso i suoi primi passi nel settore giovanile. Proprio sul più bello, però, la trattativa saltò: il Gremio, per nulla deciso a rinunciare a Roberto, offrì una casa nuova alla famiglia De Assis, che allora decise di rimanere in Brasile. Lo stesso Ronaldinho ha ricordato così quell’episodio ai microfoni di Tuttosport:

Sarei potuto essere del Torino. Ho un ricordo molto preciso della storia: c’era mio fratello che, giovanissimo, andò a fare un provino per il club granata. Torino fu la prima città italiana che conobbi, quel provino avrebbe potuto cambiare la nostra vita poiché saremmo tutti venuti a vivere in Italia. Siccome io già giocavo a calcio avrei seguito mio fratello, invece il Gremio decise di non lasciarlo partire e così pure io andai a giocare con loro e iniziai lì la mia carriera professionistica

Con buona pace (si fa per dire) dei tifosi del Toro…