Leggi il nome sulle magliette e ti assale il ricordo degli anni ’90: sono i figli d’arte dei calciatori che hanno segnato un’epoca. Certo, era un calcio totalmente diverso rispetto a quello di oggi, dove sopravviveva ancora qualche bandiera e la nostra serie A era meta ambita di tutti i campioni, desiderosi di confrontarsi con il campionato più difficile al mondo. Oggi alcuni di questi giovani campioni hanno deciso di seguire le orme dei rispettivi genitori, mettendosi alla prova negli stessi campionati, altri invece hanno scelto la propria strada, provando a superare le gesta paterne. Scopriamo insieme alcuni dei figli d’arte più interessanti sul panorama internazionale…



Dinastie di campioni

  • Marcus Thuram (1997)
    Il papà Lilian è stato uno dei difensori più forti di sempre, ma lui i gol preferisce segnarli che evitarli. E, in effetti, il giovane attaccante del Borussia Monchengladbach -che è nato proprio a Parma, dove il papà è diventato grande- si è messo in luce soprattutto in Champions League con 2 reti in 3 partite.

  • Federico Chiesa (1997)
    Papà attaccante, figlio attaccante. Non si sfugge alla regola per Enrico e Federico Chiesa, accomunati dall’esperienza alla Fiorentina ma diversi nello stile di gioco: più abile sull’esterno il giovane Federico, più letale sottoporta papà Enrico.

  • Timothy Weah (2000)
    Papà George è stato il primo calciatore africano a vincere il pallone d’Oro ed è oggi Presidente della Liberia, mentre il giovane Tim, 20 anni, fatica a ritagliarsi un po’ di spazio nel Lille, dopo aver mosso i suoi primi passi tra PSG e Celtic. Ha già esordito (e segnato) con la nazionale statunitense, essendo nato a New York.
  • Ianis Hagi (1998)
    La Fiorentina qualche anno fa aveva provato a scommettere sul talento di Ianis, figlio del Maradona dei Carpazi che però, nel 2019, dopo appena due presenze in viola ha preferito tornare in Romania. Due stagioni al Viitorul Constanța, qualche mese in Belgio tra le fila del Genk e oggi l’esperienza in Scozia, dove è tra i punti di forza dei Rangers di Steven Gerrard.

  • Maxim Gullit (2001)
    In questo caso la parentela è doppia, perchè il giovane Maxim (fresco di esordio con l’AZ in Europa League) oltre ad essere figlio di Ruud è anche bis-nipote (per via di madre) dell’indimenticato Johan Cruijff. Chissà che l’incrocio di due DNA così speciali non possa generare un campione di livello assoluto…

Copy: zoranstojanovic