Chi l’ha detto che per essere una bandiera bisogna legarsi per forza ad una grande squadra? Nella storia del calcio ci sono anche calciatori che hanno fatto una scelta di vita, rinunciando anche ad offerte importanti pur di rimanere in un ambiente a loro congeniale. Ecco 5 tra i casi più noti…



Bandiere sì, ma in provincia!

  • TOTO’ DI NATALE (UDINESE)
    Napoletano di nascita, ma udinese d’adozione. E non potrebbe essere altrimenti dopo 12 anni e qualcosa come 446 presenze e 227 reti in maglia bianconera. Eppure Totò, con la sua Udinese, si è tolto parecchie soddisfazioni: dall’esordio in Champions League alla conquista di ben 2 titoli di capocannoniere della serie A, passando ovviamente per la convocazione in Nazionale.

  • FRANCESCO MAGNANELLI (SASSUOLO)
    A proposito di record, Francesco Magnanelli ha indossato per la prima volta la maglia neroverde del Sassuolo nel 2005 e, fino a questo momento, non se l’è mai tolta. Praticamente una seconda pelle per il Capitano più longevo dell’attuale serie A, arrivato alla sua 17esima stagione consecutiva in Emilia!

  • DANIELE CONTI (CAGLIARI)
    Per lui ci si sarebbe aspettati, sulle orme di papà Bruno, una carriera a tinte giallorosse con la maglia della Roma. Invece Daniele Conti ha trovato la sua dimensione a Cagliari, dove ha militato ininterrottamente dal 1999 al 2015, quando -dopo 464 presenze e 51 reti in rossoblù- ha dato il suo commovente addio al calcio…

  • IGOR PROTTI (LIVORNO)
    Nonostante abbia militato in diverse squadre, Igor Protti ha legato indissolubilmente il suo nome al Livorno e alla città di Livorno, dove ha scelto di vivere anche dopo la fine della sua carriera da calciatore. In amaranto, Protti ha militato tra il 1985 e il 1988 e poi ancora tra il 1999 e il 2005, conquistando anche una storica promozione in serie A attesa da 55 anni in coppia con Cristiano Lucarelli.

  • SERGIO PELLISSIER (CHIEVO)
    Chiudiamo la nostra gallery con Sergio Pelissier, aostano di nascita ma talmente innamorato del Chievo (dove ha militato dal 2002 al 2019, con oltre 500 presenze e 139 reti) da essersi impegnato in prima persona per la rinascita del club scaligero, escluso dai campionati professionistici a causa di alcuni problemi di carattere economico. Ma la passione va oltre qualsiasi tipo di ostacolo, e Pellissier ne è un perfetto emblema.